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Costi da reato: la Cassazione salva la deduzione per le contravvenzioni

16 febbraio 2026

L'ordinanza n. 2734/2026 della Corte di Cassazione fa chiarezza su un punto che pesa molto sulle aziende coinvolte in vicende giudiziarie: quando si possono dedurre i costi legati a un illecito? La regola generale prevede che non siano deducibili i costi utilizzati direttamente per commettere delitti non colposi, con la possibilità di ottenere il rimborso in caso di successiva assoluzione, ma la Cassazione fissa un limite importante a favore dei contribuenti.

Spesso l'Agenzia delle Entrate disconosce i costi ai fini IRES, recuperando le imposte “risparmiate” e irrogando le relative sanzioni (quelle - oggi del 70% -  per dichiarazione infedele, aumentate dalla metà al doppio), con riguardo a tutti i costi emersi in contesti di frode.

La cassazione spiega, però, che non può esserci un automatismo, perché l'indeducibilità opera solo se l'Ufficio dimostra che quel costo è stato lo strumento diretto per commettere il reato.

La novità della sentenza riguarda la distinzione tra delitti e contravvenzioni.

Nel caso esaminato, un'impresa era stata accusata di lottizzazione abusiva, reato di tipo contravvenzionale. Secondo la Cassazione, non ha alcuna rilevanza il fatto che tale reato fosse collegato a due delitti, ovvero la corruzione del sindaco (che aveva reso possibile tale lottizzazione) e la truffa (ai danni degli acquirenti delle abitazioni abusive).

La Suprema Corte ha ribadito che la norma sull'indeducibilità (articolo 14, comma 4-bis, della Legge n. 537/1993) ha natura eccezionale e sanzionatoria e che, di conseguenza, non può essere interpretata in modo estensivo o analogico. Poiché il legislatore ha scelto di limitare il divieto ai soli delitti non colposi, le contravvenzioni devono restare escluse dal perimetro dell’indeducibilità.

Nemmeno l'esistenza di un reato continuato può alterare questa conclusione. Anche se i diversi reati (contravvenzione e delitti) sono legati da un unico disegno criminoso, cosa che nel caso di specie l’Agenzia nemmeno aveva dimostrato, essi rimangono reati autonomi, e questo vale anche ai fini tributari.

Quando le contestazioni fiscali scaturiscono da procedimenti penali complessi, è fondamentale munirsi di una difesa tecnica specialistica.

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