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Corte costituzionale: le associazioni professionali non sempre pagano l'IRAP

24 luglio 2026

Con la sentenza n. 153 del 2026, depositata il 24 luglio, la Corte costituzionale è intervenuta sull'IRAP dovuta dagli studi professionali associati, stabilendo che l'imposta si applica solo se l'attività è davvero svolta in comune tra i professionisti, non per il solo fatto di essersi associati. Una precisazione che riguarda tutte le associazioni professionali, non solo quelle notarili da cui è nato il caso.

La questione era stata sollevata dalla C.G.T. di I grado di Firenze, chiamata a decidere sulla richiesta di rimborso dell'IRAP versata per il 2022 da un'associazione tra notai. Il dubbio riguardava la legge di bilancio 2022, che esclude dall'imposta le persone fisiche che esercitano una professione, ma non menziona espressamente le associazioni professionali, lasciando aperta la domanda se queste ultime restassero comunque soggette al tributo.

Secondo un consolidato orientamento della Cassazione, le associazioni professionali sono di regola equiparate alle società semplici e quindi soggette a IRAP, a prescindere dalla loro concreta organizzazione. La stessa giurisprudenza, però, ammette da tempo un'eccezione: se l'attività, pur nell'ambito di uno studio associato, resta in concreto riferibile ai singoli professionisti, l'imposta non è dovuta, perché manca il presupposto dell'esercizio comune della professione.

La Corte costituzionale ha confermato questa lettura, ritenuta l'unica compatibile con la Costituzione. Ha inoltre chiarito che è l'amministrazione finanziaria a dover dimostrare che l'attività è stata effettivamente svolta in forma associata, non il professionista a dover provare il contrario. Un aspetto importante, sul quale torneremo con un approfondimento dedicato.

Per le associazioni di notai, la Corte osserva che la natura personale della funzione notarile rende, di regola, difficile individuare un vero esercizio comune dell'attività. Il principio enunciato, però, non riguarda solo i notai. Vale per qualsiasi associazione professionale o studio associato chiamato a stabilire se l'attività dei propri componenti sia stata svolta individualmente o in comune.

Chi ritiene di aver versato IRAP indebitamente può ancora chiedere il rimborso, entro 48 mesi dalla data di ciascun versamento.

Se fai parte di uno studio associato e vuoi verificare se l'IRAP versata negli ultimi anni possa essere recuperata, contattami per una valutazione della tua posizione.

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